Preconio Pasquale (–)

PRECONIO PASQUALE
(Ambrosiano – Veglia Pasquale)

 Spartito

D. Esultino i cori degli angeli, esulti l’assemblea celeste. Per la vittoria del più grande dei re, le trombe squillino e annuncino la salvezza.
Si ridesti di gioia la terra inondata da nuovo fulgore; le tenebre sono scomparse, messe in fuga dall’eterno Signore della luce.
Gioisca la Chiesa madre nostra, irradiata di vivo splen¬dore, e questo tempo risuoni per le acclamazioni del popolo in festa.
Ci assista Cristo Gesù, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna col Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
T. Amen.
Coro. Pasqua è gioia, Pasqua è luce: vinta è l’ombra della notte: la vittoria di Gesù ci riscatta a libertà. Cielo esulta, terra canta; per la nuova creazione l’inno di grazie risuoni!
D. Il Signore sia con voi.
T. E con il tuo spirito.
D. In alto i nostri cuori.
T. Sono rivolti al Signore
D. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
T. È cosa buona e giusta.
D. È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Tu hai consacrato la Pasqua per tutte le genti senza immolazione di pingui animali, ma con il corpo e il san¬gue di Cristo, tuo Figlio unigenito. Hai lasciato cadere i riti del popolo antico e la tua grazia ha superato la legge. Una vittima sola ha offerto se stessa alla tua grandezza, espiando una volta per sempre il peccato di tutto il gene¬re umano. Questa vittima è l’Agnello prefigurato dalla legge antica; non è stato scelto dal gregge, ma inviato dal cielo.
Coro. Vero Agnello: nuova Pasqua!
D. Al pascolo nessuno lo guida, poiché lui stesso è il Pasto¬re. Con la morte e con la risurrezione alle pecore tutto si è donato perché l’umiliazione di un Dio ci insegnasse la mitezza di cuore e la glorificazione di un uomo ci offrisse una grande speranza. Dinanzi a chi lo tosava non volle belare lamento, ma con voce profetica disse: «Tra poco vedrete il Figlio dell’uomo assiso alla destra di Dio».
Col suo sacrificio, o Padre, a te riconcilia i tuoi figli e, nella sua divina potenza, ci reca il tuo stesso perdono. Tutti i segni delle profezie antiche oggi per noi si avvera¬no in Cristo.
Coro. Nel suo sangue pace abbiamo!
D. Ecco: in questa notte beata la colonna di fuoco risplende e guida i redenti alle acque che danno salvezza. Vi si immerge il Maligno e vi affoga, ma il popolo del Signore salvo e libero ne risale.
Per Adamo siamo nati alla morte; ora, generati nell’ac¬qua dallo Spirito Santo, per Cristo rinasciamo alla vita. Sciogliamo il nostro volontario digiuno: Cristo, nostro agnello pasquale, viene immolato per noi. Il suo corpo è nutrimento vitale, il suo sangue è inebriante bevanda; l’u¬nico sangue che non contamina, ma dona salvezza immortale a chi lo riceve.
Coro Sacra mensa della vita!
D. Mangiamo questo pane senza fermento, memori che non di solo pane vive l’uomo ma di ogni parola che viene da Dio. Questo pane disceso dal cielo vale più assai della manna, piovuta dall’alto come feconda rugiada. Essa sfamava Israele, ma non lo strappava alla morte. Chi invece di questo corpo si ciba, conquista la vita perenne.
Ecco: ogni culto antico tramonta, tutto per noi ridiventa nuovo. Il coltello del rito mosaico si è smussato.
Il popolo di Cristo non subisce ferita, ma, segnato dal cri¬sma, riceve un battesimo santo.
Coro. Siamo figli della luce!
D. Questa notte dobbiamo attendere in veglia che il nostro Salvatore risorga. Teniamo dunque le fiaccole accese come fecero le vergini prudenti; l’indugio potrebbe attar¬dare l’incontro col Signore che viene.
Certamente verrà e in un batter di ciglio, come il lampo improvviso che guizza da un estremo all’altro del cielo.
Lo svolgersi di questa veglia santa tutto abbraccia il mistero della nostra salvezza; nella rapida corsa di un’u¬nica notte si avverano preannunzi e fatti profetici di vari millenni.
Come ai magi la stella, a noi si fa guida nella notte la grande luce di Cristo risorto, che il sacerdote con aposto¬lica voce oggi a tutti proclama.
Coro. Viene il giorno senza fine!
D. E come l’onda fuggente del Giordano fu consacrata dal Signore immerso, ecco, per arcano disegno, l’acqua ci fa nascere a vita nuova. Infine, perché tutto il mistero si compia, il popolo dei credenti si nutre di Cristo.
Per le preghiere e i meriti santi di Ambrogio, sacerdote sommo e vescovo nostro, la clemenza del Padre celeste ci introduca nel giorno del Signore risorto. A lui onore e gloria nei secoli dei secoli.
T. Amen, amen.
Coro. A te salga questo canto come offerta che s’unisce al concerto di lassù. Festa dell’eternità. Cristo è vita, vera pace: ha le chiavi della morte. Gloria a te, Padre, nei secoli!