Mistero della croce (Sequeri)

MISTERO DELLA CROCE
P. Sequeri

 Spartito

Non c’è nessuno
che ami tanto
quanto chi dona
per un amico
la propria vita,
senza rimpianto.

Così per quelli
che tanto amava,
per i fratelli
che s’era fatto,
Gesù Signore
donò la vita:
e senza nulla
chiedere in cambio.

“Dell’ora triste
tu, Padre buono,
vedi l’angoscia,
sai l’abbandono:
a te m’affido,
fai ciò che vuoi”.

Così pregava,
quasi in silenzio,
triste ed oppresso
dal suo dolore.
Così pregava,
gridando forte,
andando, solo,
verso la morte.

“Amici cari,
la morte vera,
– senza speranza –
è quella sola
che dentro il cuore
spegne l’amore”.

Così spiegava
per chi l’udiva
quello che vale
la vita umana;
mentre annunciava,
per chi capiva,
quale salvezza
schiude la croce.

“Nel tempo estremo
– ed è ormai questo –
sarò tradito,
percosso, ucciso:
amico, credi,
ma il terzo giorno
sarò risorto”.

Così promise,
sereno, al mondo
che non comprese
tanto mistero;
ora sappiamo,
che disse il vero:
egli è risorto,
vive tra noi.

“Beato l’uomo
che in me confida:
quest’oggi stesso
sarai con Cristo
nel regno eterno”.

Così la morte
fece beata
di chi, nel male,
confida in lui;
di chi, sgomento,
nell’abbandono,
muore portando
la stessa croce.